FABIO BATTAGLIAL’ODISSEA DEL NORD
Copertina di L’Odissea del Nord – La lancia di Odino, di Fabio Battaglia

UN THRILLER TRA OMERO E SCANDINAVIA

L’Odissea del Nord La lancia di Odino

I simboli lasciati dagli assassini sono antichi, ma la posta in gioco è attuale. I versi di Omero indicano la strada: pur di seguirla, qualcuno è disposto a uccidere.

01 / Il romanzo

La trama

Mentre un partito xenofobo trasforma la paura in consenso, una catena di omicidi insanguina la Svezia. I simboli lasciati dagli assassini parlano una lingua antica: il mito racconta di un'arma potentissima, e qualcuno è disposto a tutto pur di impadronirsene.

Fausto Prevali è convinto che l'Iliade e l'Odissea non appartengano al Mediterraneo, ma al Baltico. Una teoria capace di riscrivere la geografia del mondo antico e mettere in discussione secoli di certezze.

Trascinato suo malgrado in un'indagine che unisce propaganda, archeologia, leggende e memorie sepolte, Fausto scopre che i versi di Omero indicano la strada meglio di qualsiasi mappa. Ma avvicinarsi alla verità significa esporsi a un pericolo inatteso, estremo e dai confini incerti, che minaccia di travolgere lui e le persone che ama.

02 / Le ambientazioni

Omero, oltre il Mediterraneo

La vicenda si svolge sullo sfondo dell'ipotesi, sviluppata dal ricercatore italiano Felice Vinci, secondo cui le storie narrate nei poemi omerici avrebbero origine nel Nord Europa.

Secondo questa ricostruzione, i racconti dell'Iliade e dell'Odissea apparterrebbero al patrimonio epico di antiche popolazioni nordiche, che li tramandavano oralmente. Un successivo deterioramento del clima avrebbe spinto queste popolazioni a migrare verso sud, portando con sé le proprie tradizioni. Tramandate per generazioni e progressivamente adattate al nuovo contesto, queste storie sarebbero infine confluite nei poemi messi per iscritto in Grecia.

Le localizzazioni rappresentate corrispondono all’ipotesi geografica che ispira il romanzo.
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Confrontando le descrizioni contenute nei poemi di Omero con le caratteristiche dell'Europa settentrionale, Vinci ha individuato una serie di corrispondenze relative al clima, alla lingua, alla toponomastica, alla geografia e ad altri aspetti. Su questa base ha proposto una nuova mappa del mondo omerico, collocando Troia, Itaca e molti altri luoghi nel Nord Europa.

Felice Vinci ha collaborato a L’Odissea del Nord come consulente scientifico.

03 / Le voci dei lettori

Le recensioni dei lettori

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Una lettura sotto nuova luce«Libro davvero sorprendente, sia per la trama che per la teoria che lo ha ispirato.»Arnaldo · Amazon

Libro davvero sorprendente, sia per la trama che per la teoria che lo ha ispirato. La narrazione è fluida e l'ho terminato in pochi giorni. La storia si basa sulla teoria di Felice Vinci dell'ubicazione baltica dei poemi omerici e, più ampiamente, dell'origine nordica di molti miti che ci sono pervenuti dalla Grecia antica; la storia inserisce però la teoria in un contesto attualissimo e tutt'altro che teorico.

Nel libro convivono un'accurata esposizione della teoria e un thriller di cui la teoria stessa costituisce parte integrante. I colpi di scena si addensano progressivamente, con continui ribaltamenti di prospettiva.

Il racconto è intessuto di dialoghi acuti e intensi. Ho apprezzato particolarmente quelli tra il protagonista Fausto e suo padre. Brillantissimi nella logica, hanno anche un forte sostrato emotivo che dipinge una relazione complessa in cui entrambi arrivano a vedere l'altro sotto una nuova luce.

Omero nel Baltico«Un giallo archeologico di grande suspence, da leggere tutto d'un fiato»Cliente Kindle · Amazon

Siamo reduci da un battage pubblicitario francamente molesto intorno al film Odissea di Nolan, nel quale la rilettura "classica" della monumentale opera omerica sembra consegnarci, più che il respiro del mito, una sorta di archaic fiction. Ben altra prospettiva offre questo avvincente thriller che, ispirandosi alle teorie di Felice Vinci, autore di Omero nel Baltico, mette in discussione le coordinate geografiche del mondo omerico, trasferendo le vicende dall'area del Mediterraneo orientale, tra Grecia e Turchia, alle regioni scandinave. L'odissea del nord e' anche un "thriller sociale", nel quale le tensioni e contraddizioni della società, ahimè quanto mai attuali, fanno da sfondo alle vicende dei due protagonisti, padre e figlio, impegnati nella ricerca dell'antica città di Toja, identificata con la Troia omerica in Finlandia. Il libro presenta una costruzione narrativa felicemente articolata e personaggi ben riusciti e caratterizzati. La scrittura è di notevole pregio: colta e raffinata ricca di rimandi alla mitologia norrena e mediterranea, ma al tempo stesso fluida e scorrevole. La solida preparazione e la passione dell'autore si coniugano felicemente con una piacevole leggerezza, senza mai appesantire la narrazione. Un giallo archeologico di grande suspence, da leggere tutto d'un fiato, che ha il merito di trasformare una teoria audace e originale in un'avventura narrativa avvincente e coinvolgente. E, cosa sorprendente, si tratta di un'opera prima! Che sia la prima di una lunga serie.

Un libro magnetico e fitto di contenuti«L'autore riesce a far coesistere modernità, politica, leggenda, avventura, sentimento e suspense»Marco Bragotto · Amazon

Il motivo che mi ha spinto a leggere un libro che non è tra quelli che affronto abitualmente è stata la curiosità per una teoria di cui non avevo mai sentito parlare e che scardina nel profondo tutte le nostre convinzioni classiche, cancellando l'appartenenza dei poemi omerici al bacino mediterraneo.

Il libro è magistralmente costruito ed intreccia una densità di elementi che sorprende; con una prosa fluida ed essenziale l'autore riesce a far coesistere modernità, politica, leggenda, avventura, sentimento e suspense.

Ogni capitolo si chiude lasciando nel lettore l'insopprimibile necessità di proseguire con quello successivo, perché l'arte nel creare curiosità rende impossibile chiuderlo e metterlo via. C'è molta attenzione da parte dell'autore a tirare periodicamente le somme dell'indagine, per avere sempre sottocchio tutti gli elementi chiave momento per momento.

Nonostante tutte le pagine siano pervase da una tensione sottile che spinge a proseguire, negli ultimi capitoli il ritmo diventa elevatissimo, in una successione di accadimenti e colpi di scena inaspettati da togliere il fiato. Da quel punto in poi non si può che farsi condurre, perché davvero è ben difficile capire quale sarà la conclusione dei fatti.

La descrizione dei personaggi è ben fatta, pochi tratti per delinearli con precisione e farli restare in mente, con tatticissimi richiami nel corso della lettura per chi, un po' distratto, si fosse perso per strada. Accurata l'introspezione psicologica ma mai eccessiva, indispensabile per conferire loro una dimensione profondamente umana, in un caleidoscopio di buoni contro cattivi che però non è immediato classificare fin quasi al termine.

Dei personaggi sapremo anche il destino che va oltre la conclusione naturale, perché fortunatamente non è uno di quei romanzi a fine aperta che lascia spazio alla fantasia ma che non appaga un desiderio di vera compiutezza.

Consigliatissimo anche a chi non ama il genere, se ne resta ammaliati.

Avvincente giallo archeologico«Libro interessantissimo, con un'ottima documentazione archeologica, un giallo che cattura sin dalla prima pagina»Cliente Amazon · Amazon

Libro interessantissimo, con un'ottima documentazione archeologica, un giallo che cattura sin dalla prima pagina

Lo leggi con curiosità, ma ti prende profondamente«Un romanzo avvincente che si fa leggere con interesse e grande curiosità»Massimiliano Artibani · Amazon

Un romanzo avvincente che si fa leggere con interesse e grande curiosità, sia per le teorie da cui prende spunto, sia per il rigore e l'attenzione con cui è scritto, nella tradizione dei grandi classici gialli della letteratura. La magia che scaturisce da questo romanzo sta nell'unire insieme diversi scenari evocativi e toccare con essi la nostra ancestrale fascinazione al mito. Siamo animali narratori che hanno bisogno di trovare nessi causali per raccontare il mondo ai propri simili e tutto questo si compone nella scrittura di Fabio Battaglia, in maniera semplice, naturale ed improvvisa.

Un giallo originale e appassionante«Capitolo dopo capitolo l'ho trovato sempre più appassionante»Rossana · Amazon

Non so se mi ha coinvolto di più la trama, narrata con ritmo veloce e colpi di scena inaspettati ma anche con il tratteggio accurato di personaggi e situazioni, oppure la teoria dell'ambientazione dei poemi omerici nel nord Europa.

Di sicuro è un romanzo che ho iniziato con distaccata curiosità e che capitolo dopo capitolo ho trovato sempre più appassionante.

Una straordinaria Odissea del Nord«Mi ha incollato al romanzo dall'inizio alla fine»Stefano · Amazon

Thriller "archeologico" con trama veramente avvincente, in particolare per essere un’opera prima. La teoria sottostante, che ribalta tutta la geografia dell’Odissea, è affascinante; oltre che dai meccanismi classici del giallo e dai colpi di scena, sono stato attirato anche dal desiderio di saperne di più sull’indagine archeologica che mi ha incollato al romanzo dall'inizio alla fine.

Abbiamo trovato un nuovo Dan Brown?«Ho letto d'un fiato il libro di Fabio perché è un thriller avvincente e scritto con un ritmo incalzante.»Valen Tina · Amazon

Ho letto d'un fiato il libro di Fabio perché è un thriller avvincente e scritto con un ritmo incalzante. La storia è interessante e il finale è pieno di colpi di scena. Ricalca un po' la struttura del "Codice Da Vinci" ma l'argomento posto alla base del libro è nuovo ed originale.

La parte scientifica è stata ben curata, come pure quella topografica (visto che è ambientato in Svezia e Finlandia). La narrazione è agile e scorrevole. Non sono stati risparmiati riferimenti socio politici e di tutela delle minoranze LGBT , anche se ci si sofferma appena su questi argomenti, come pure non poteva essere ignorato un riferimento alla violenza contro le donne.

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04 / Un’anteprima

Leggi un estratto

Il primo capitolo del romanzo.

Quartiere di Huddinge, periferia sud di Stoccolma, una gelida sera di febbraio. Turbini di neve sospinti dal vento danzano irrequieti intorno ai lampioni stradali, piccole isole di luce sospese nell’aria. Il capannone industriale è in disuso da tempo e nel cortile la neve che nessuno ha rimosso forma un sottile strato di ghiaccio sopra l’asfalto.

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La stanza con le travi a vista, priva di finestre, è illuminata da fredde lampade al neon. Le pareti sono bianche e spoglie; su una di esse, in alto, è dipinto un simbolo: somiglia a una lunga freccia, o a una lancia, inscritta in un cerchio, nera la freccia, nero il cerchio, rosso il fondo. Sovrasta la figura una specie di grande X, anch’essa dipinta in nero.

Al di sotto della figura sono affissi con nastro adesivo ritagli di giornale e articoli stampati da internet, in svedese e in inglese. I titoli menzionano un ricercatore italiano di nome Fausto Prevali e il libro in cui dimostra che l’Odissea di Omero non è ambientata nel Mediterraneo, come si è ritenuto certo per quasi tremila anni, ma molto più a nord, di fronte alla costa dell’attuale Norvegia, e Itaca è una piccola isola dell’arcipelago danese. Qualcuno ha evidenziato alcuni passaggi di questi articoli, in cui lo studioso sostiene che non soltanto l’Odissea, ma anche l’Iliade è ambientata in Scandinavia e dichiara l’ambizione di trovare Troia nel nord Europa.

Accanto alla porta d’ingresso, uno scaffale di metallo con segni di ruggine contiene carte e faldoni ingialliti e macchiati, risalenti probabilmente al tempo in cui il capannone era ancora in uso. In mezzo a quelle carte vecchie e inutili, sul ripiano più alto, si trovano due copie del libro di Fausto Prevali, intitolato Ulisse Scandinavo, nella versione inglese.

Quattro persone, tre uomini e una donna, di età apparente tra i venti e i trentacinque anni, siedono su logore sedie da ufficio intorno alla vecchia scrivania metallica al centro dell’ambiente. Tengono indosso i giacconi, fa freddo, il riscaldamento non è in uso da quando lo stabile è stato dismesso. Gli sguardi sono tutti rivolti al “ragno”, l’apparecchio telefonico per audio- conferenze dotato di altoparlante posto sul piano del tavolo, di gran lunga l’oggetto più moderno della stanza. In altri luoghi del paese, altri gruppi simili a questo sono collegati alla stessa conversazione. Dall’apparecchio emerge una voce maschile distorta digitalmente: evidentemente chi parla non vuole essere riconosciuto. Ha il tono autoritario di persona abituata a comandare. È profondamente irritato.

Uno degli uomini seduti al tavolo, giovane, giubbotto di pelle nera, capelli rasati e tatuaggi sul cranio e sul collo, lo ha interrotto: “Avevi detto che era arrivato finalmente il tempo di liberarci di questa feccia umana arrivata da qualche schifosa parte dell’Asia o dell’Africa. Ti abbiamo creduto, abbiamo fatto fuori un maledetto negro, e adesso dici che invece di proseguire dobbiamo di nuovo fermarci. Siamo circondati da queste scimmie, e tu ordini di stare fermi e aspettare. Aspettare che cosa, dico io?”

“Almeno sta’ zitto!” La voce dall’altoparlante è furiosa. “Di tutti i nostri uomini sei l’unico che non ha capito niente. L’ho detto fin dall’inizio: in questa fase è importantissimo eseguire azioni rare e mirate, e colpire solo bersagli isolati, in modo da non generare allarme. Passeremo a un’azione su larga scala solo quando sarà venuto il momento di scoprire le nostre carte. Allora sì, li cacceremo tutti. Ma solo allora. Tu invece vuoi fare di testa tua. Non c’è niente come le iniziative personali per far fallire anche i piani migliori.”

L’altro non ci sta. “Finiamola. Hai detto tu stesso che spetta a noi far capire al mondo quali sono i popoli vicini agli dèi e quali sono quelli che devono sottomettersi. Io dico che abbiamo aspettato abbastanza. Qui vicino ci sono interi isolati pieni di stranieri: dobbiamo attaccarli subito, in grande stile. Devono avere paura della freccia.”

“Non è una freccia, imbecille, è una lancia!” L’individuo dall’altro lato dell’altoparlante ora grida. “È troppo presto! Abbiamo l’occasione di ribaltare l’equilibrio del potere mondiale, e ce la giochiamo per la soddisfazione di togliere subito dalla strada qualche immigrato in più? Si può essere più stupidi?”

L’uomo riprende fiato. “Dobbiamo evitare di mettere a rischio il risultato finale con idiozie di questo genere. Eseguirete azioni graduali e isolate, secondo i tempi e i modi che vi indicherò. Colpirete con le tecniche che avete appreso durante l’addestramento. Quando sarà il momento vi darò il segnale per un’operazione su vasta scala.”

L’altro non si arrende: “Che pena. Pensavo di avere trovato un leader, ma mi sbagliavo. Farò da solo. Comincerò subito, stasera stessa, uscendo da qui. Vedremo chi ha ragione.”

Pausa. Nessuno commenta. La voce nell’alto- parlante riprende, più calma: “Tutti conoscete le regole. Obbedirete agli ordini. Non saranno ammesse esitazioni o debolezze. Nessuno aspetterà chi resta indietro. Se qualcuno si farà scoprire o catturare, dovrete impedirgli con qualsiasi mezzo di fornire informazioni.”

“Puoi chiarire che cosa significa con qualsiasi mezzo?” chiede esitante una voce nel “ragno”, proveniente da uno degli altri gruppi collegati all’audioconferenza.

“Non fingere di non avere capito. Se qualcuno vuole abbandonare, questo è l’ultimo momento per farlo.”

Silenzio. Poi qualcuno dichiara: “Io ci sto.” Altri lo seguono. Dopo un minuto la conversazione è stata sostituita da un garbuglio incomprensibile di grida entusiaste.

“Molto bene”, conclude la voce, sovrastando il rumore. “Attendete gli ordini.”

La riunione è finita. I quattro scollegano il “ragno”, spengono le luci, lasciano la stanza. In altre parti del paese, altri gruppi si disconnettono e si disperdono.

Mentre scendono le scale, la donna sente il cellulare vibrare. Prende la chiamata e ascolta in silenzio per un paio di secondi, poi rimette l’apparecchio in tasca. I quattro escono, attraversano il cortile e si inoltrano silenziosi nella tormenta, a testa bassa, senza salutarsi. La donna prende la stessa direzione del giovane tatuato, cammina alcuni metri dietro di lui.

Il mattino seguente, alla periferia sud di Stoccolma, un operaio che si sta recando al lavoro chiama sconvolto la polizia per segnalare il corpo di un giovane uomo vestito con una giacca nera di pelle, tatuaggi sul collo, riverso sull’asfalto ghiacciato con due fori insanguinati nella schiena.

05 / Dietro le pagine

L’autore

Fotografia dell’autore Fabio Battaglia con un gatto

«Leggo storie, scrivo storie. Cerco il mistero: nei thriller, nel mito, nell’animo umano.»

Fabio Battaglia è da sempre appassionato di arte, cinema e narrazione. Lo interessano soprattutto le storie in cui il passato si intreccia con il presente e le vicende individuali si inseriscono in conflitti più grandi.

Con L’Odissea del Nord – La lancia di Odino firma il suo primo romanzo.

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Copertina del romanzo

06 / Il libro

L’Odissea del NordLa lancia di Odino

Disponibile su Amazon in formato cartaceo e Kindle.

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I luoghi omerici nel Nord Europa

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La presentazione del romanzo
Fotografia della presentazione ingrandita